Peccatrici duepuntozero

Premessa, la barzelletta è lunga, ma la pazienza sarà premiata.

Disclaimer: la barzelletta è “sporca”. Non leggetela se non vi piacciono le oscenità o se siete minorenni.

 

Un placido parroco di periferia un bel giorno si vede recapitare una Raccomandata dal Vaticano: “Caro Don … abbiamo il piacere di comunicarle … la sua parrocchia è stata prescelta per un progetto pilota di informatizzazione … nel quadro di una sperimentazione da avviare su scala sempre più ampia … nei prossimi giorni le sarà recapitato ed installato l’hardware … il confessionale elettronico … per una standardizzazione delle penitenze secondo rapporti costanti in base ai peccati confessati  … il monitoraggio … i feedback … la certificazione ISO 9001 … i cookies … Sia lodato Gesù Cristo”.

Il buon prete non ci aveva capito una mazza e si era presto dimenticato della cosa, finché, una decina di giorni dopo … arriva il furgone con il macchinario: il confessionale elettronico, installato in pochi minuti da due tecnici frettolosi, che prima di andar via consegnano al Don un manuale di istruzioni in 7 lingue di mille pagine.

Poco dopo, arriva una signora: “Padre, mi vorrei confessare”

Il prete, trepidante: “Benebene, così cominciamo ad usare questa nuova diavoleria (iddio mi perdoni) che mi hanno appena consegnato. Come ti chiami?”

“Marcella! Padre, mi conosce da trent’anni …”

“Lo so, figliuola, ma devo inserire l’anagrafica. Dalla prossima volta sarà tutto più facile, grazie al codice a barre sulla card. Quanti anni hai?”

“45 anni, padre”

Vengono quindi inseriti l’indirizzo, il codice fiscale, il numero della carta d’identità … e si procede con la confessione vera e propria: “Che peccato devi confessare”

“L’idraulico che è venuto ad aggiustare la lavatrice, dopo l’intervento, è rimasto qualche minuto per un caffè, poi ha cominciato a farmi un sacco di complimenti, anche parecchio espliciti. Io per un po’ gli ho detto di smetterla, ma poi … Non so come dire…”

“Dimmi pure con il cuore aperto, cara, cosa hai fatto?”

“Ho scopato con l’idraulico, padre”

E il Don, diligente, con gli occhialini puntati sulla tastiera, digita: SCOPATO CON L’IDRAULICO. “Non hai nient’altro da confessare?”

“No, padre”

Il Don spinge il tasto “conferma” e dopo pochi secondi dalla stampante esce la lista delle preghiere da recitare, consegnata a Marcella insieme alla tesserina plastificata.

 

Rinfrancato dal successo dell’operazione, il Don accoglie con crescente entusiasmo la seconda pecorella smarrita: “Buongiorno, ti devi confessare?”

“Sì, padre”

“Perfetto, come ti chiami?”

“Cinzia, padre, non mi riconosce?”

“Certo che ti riconosco, ma devo inserire l’anagrafica … (ecc.)”

“Cinzia, il peccato che mi devi confessare è il solito?”

“No, padre, questa volta il mio amico camionista, quello che passa a trovarmi tutti i venerdì, non aveva i preservativi e così … Mi vergogno un po’ a dirlo …”

“Su figliola, apriti, cosa ti ha fatto?”

“Ehm … Mi ha inculato, padre”

E il Don senza scomporsi digita: RAPPORTO CONTRO NATURA CON IL CAMIONISTA.

Poi preme “Invio”, e anche qui esce la stampa delle penitenze. Non è così difficile, conclude il prete.

 

Finché non arriva una ragazza: Jessica.

“Come ti chiami?”

“Jessica”

“Quanti anni hai?”

“Quattordici”

“Ah. Ne dimostri di più!”

Dopo i soliti adempimenti burocratici (indirizzo, ecc.) si passa al nocciolo della questione: “Che peccato devi confessare?”

“Non so come dirlo, padre, sono andata a fare un giro in campagna con il mio fidanzatino Christian e lui, quando siamo stati in un posto particolarmente isolato, ha tirato fuori il suo coso e … e …”

“E …?”

“E mi ha chiesto di leccarglielo, padre”

“E tu cosa hai fatto?”

“Io non volevo, ma lui è stato così insistente, ha detto che mi amava e così … L’ho fatto”

“Cioè, l’hai leccato? E basta?”

“Sì, una leccata sola, e poi gli ho detto basta, lui se l’è rimesso dentro e siamo tornati a casa. Mi vergogno molto, padre”

Il Don, che nella vita ne deve aver viste di ogni, non si scompone e digita LECCATA ALL’UCCELLO DEL RAGAZZO, quindi preme invio.

A questo punto il sistema va in stallo. La macchina fa rumore, la ventola gira all’impazzata, le icone della clessidra e del turibolo si inchiodano al centro del video e poi compare la scritta: PROCEDURA FALLITA – REINSERIRE I DATI.

E il Don pazientemente ricomincia: “Come ti chiami?”

“Jessica, padre”

E così via, uno, due, tre volte.

Tutto sembra sempre filare liscio ma la macchina si pianta, sempre, subito dopo la digitazione di quel LECCATA ALL’UCCELLO DEL RAGAZZO (“Ma sei proprio sicurasicura? Solo una leccata, gli hai dato? Non hai fatto nient’altro?”)

Dopo l’ennesimo tentativo, e l’ennesimo esito negativo PROCEDURA FALLITA – REINSERIRE I DATI, il Don forse capisce qual è il problema (o forse semplicemente perde la pazienza), posa gli occhiali sulla tastiera, guarda negli occhi la ragazza e con tono paterno le dice: “Oh, bambina, bisogna che gli fai un bocchino, perché i decimali non li prende”

 

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